Caro Letta, c’è vita oltre il condominio

Che cosa distingue una classe dirigente dagli ordinari amministratori? Gran Bretagna e Germania offrono due esempi del primo tipo: manovre finanziarie che non guardano alla mera contabilità ma indicano all’Europa e alla comunità internazionale, oltre che ai cittadini inglesi e tedeschi, una rotta libera e svolte eterodosse non solo economiche ma sociali. Dimostrando che, pur nella stretta armatura europea, se si osa si può, in barba al politicamente corretto e al pensiero unico che da noi pialla tutto e tutti.
23 AGO 20
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Che cosa distingue una classe dirigente dagli ordinari amministratori? Gran Bretagna e Germania offrono due esempi del primo tipo: manovre finanziarie che non guardano alla mera contabilità ma indicano all’Europa e alla comunità internazionale, oltre che ai cittadini inglesi e tedeschi, una rotta libera e svolte eterodosse non solo economiche ma sociali. Dimostrando che, pur nella stretta armatura europea, se si osa si può, in barba al politicamente corretto e al pensiero unico che da noi pialla tutto e tutti. David Cameron attua la più formidabile riduzione di spesa pubblica dai tempi di Margaret Thatcher, lasciando immuni scuola e ricerca ma non i santuari della difesa, della polizia e dei tribunali.
Ora prosegue stringendo i sussidi per gli immigrati, compresi quelli dell’Unione europea, se i beneficiari non trovano lavoro. E’ lo stop al “turismo del welfare” che aveva fatto di Londra il bengodi non solo per bulgari e rumeni ma “per tutti coloro che dall’Ue pensano di trasferirsi nel Regno Unito solo perché è più facile accedere ai benefici”, ha scritto sul Financial Times. Londra non è in recessione, benché oppressa dal deficit pur senza i vincoli dell’euro. Però anziché aumentare le tasse, taglia la spesa; e razionalizza un welfare già vanto nazionale ma che non funziona più. In Germania il programma di coalizione Cdu-Spd non tocca lo stato sociale, anzi lo irrobustisce con il salario minimo e altre misure. Ma anche qui non si aumentano le tasse, si riducono gli incentivi delle energie verdi, si incrementano gli investimenti e, per la manutenzione delle strade, si impone il pedaggio alle auto straniere. Come scritto sul Foglio di ieri, il programma di coalizione tedesco è “a trazione nazionale”, non è detto che l’Eurozona e quindi l’Italia ne beneficeranno. Resta il fatto che Merkel e colleghi si dimostrano classe dirigente, perseguono l’interesse nazionale anche se si tratta di sfidare interessi e pressioni internazionali.
Il nostro governo, invece, un giorno si appiattisce sul rigore europeo, scansando ogni riflessione sulla legittimità e l’efficacia dei trattati ai quali si è legato mani e piedi, ignorando riflessioni di respiro (pur sempre criticabili) come quella presentata dal giurista Giuseppe Guarino; il giorno dopo abbaia alla luna con slogan su crescita, immigrazione, giovani. Perfino la Spagna che esce dalla recessione ci dà la paga: il governo Rajoy non si è fatto spaventare dalla crisi per riformare ancora il mercato del lavoro, attirando investimenti. La municipalità di Madrid non si è arresa allo sciopero dei netturbini privati: mentre il comune di Genova calava le brache di fronte ai tranvieri pubblici. Eccola la differenza tra classi dirigenti e amministratori semplici. I primi, decidendo e sorprendendo innovano. I secondi eseguendo, perpetuano un mortifero immobilismo che adesso chiamano stabilità.